Fallimento banche: pagano i risparmiatori!


StartFragmentROMA - Un fondo di solidarietà ad hoc con una dote utilizzabile di 120 milioni per risarcire i piccoli risparmiatori penalizzati dal Dl salva-banche. È questa la proposta formulata dal Pd (come anticipato ieri dal Sole 24 Ore) con un sub-emendamento alla Stabilità su cui si sta sviluppando il confronto tra maggioranza e Governo. L’obiettivo è giungere a un ritocco definitivo alla manovra da votare a partire da domani sera. Il correttivo Pd (primo firmatario Michele Pelillo) fissa per il fondo ad hoc da istituire al ministero dell’Economia un budget iniziale di 40 milioni per il 2016 con un’integrazione, a seguito di un protocollo di intesa con l’Abi, «di un ammontare pari a 80 milioni di euro a carico del sistema bancario». Il sub-emendamento prevede che ad accedere al fondo potranno essere gli obbligazionisti, in particolare gli «investitori al dettaglio», che abbiano subito o possano subire, in diretta conseguenza dell’avvio delle procedure per il risanamento o la risoluzione, perdite patrimoniali tali da porli «in Nelle prossime ore il Governo deciderà se dare l’ok al sub-emendamento del Pd, comunque in una versione riformulata. Ieri su questo punto, così come su gli altri nodi da sciogliere della Stabilità (dal Sud alla sicurezza) alla Camera ci sono state due riunioni tra l’Esecutivo, rappresentato dai viceministri Enrico Morando e Luigi Casero (e dai sottosegretari Baretta e Zanetti), i due relatori, Fabio Melilli (Pd) e Paolo Tancredi (Ap) e il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia (Pd). Sul tavolo resta la proposta Zanetti-Scelta civica di far leva su un credito d’imposta del 26% sull’Irpef per recuperare le minusvalenze. Ma il Governo sembra orientato a optare per il fondo di solidarietà su cui converge una parte dei circa 130 sub-emendamenti al “salva-banche” presentati in commissione, ma non certo quelli del M5S che domani protesterà a piazza Montecitorio. Tra i potenziali beneficiari degli indennizzi, accanto ai titolari di obbligazioni subordinate spuntano anche gli azionisti. Questo, infatti, prevede un altro emendamento specifico targato Pd che oltre ad assegnare all’Autorità di risoluzione (cioè alla Banca d’Italia, che ha istituito un’unità apposita affidata a Stefano De Polis) il compito di riferire annualmente al Parlamento sull’andamento delle procedure di risoluzione, stabilisce anche la possibilità di distribuire «agli investitori al dettaglio titolari delle azioni emesse della banca soggetta alla procedura di risoluzione» parte dell'eventuale utile registrato dalle good bank. Un passaggio, questo, a forte rischio di censura da parte della Commissione Ue, visto che si scontra con la direttiva appena recepita sui salvataggi europei. E anche per questo la strada per questo ritocco appare in salita. Sempre in ambito bancario, è destinato invece a ridurre per le banche l’impatto del salvataggio bis di Tercas un ulteriore emendamento del Pd che rende deducibili le somme corrisposte dagli istituti sani al Fondo di tutela dei depositi «anche su base volontaria». E il dettaglio non è irrilevante: come noto, il salvataggio: come noto, il salvataggio dell’istituto abruzzese risale a due anni fa, quando attraverso il Fondo le banche versarono obbligatoriamente 265 milioni all’istituto, successivamente passato nelle mani di Popolare di Bari. Un intervento censurato però dalla Commissione europea, che ha ravvisato – trattandosi di operazione «di sistema», anche se finanziata con risorse private – un aiuto di Stato; per dribblare il veto, le banche si sono viste ritornate le somme, che ora però dovranno ri-versare al fondo, che nel frattempo ha istituito una nuova sezione volontaria e che successivamente le destinerà a Tercas. In base all’emendamento, il nuovo intervento sarà deducibile. Secondo Boccia bisognerebbe agire anche su altri fronti: «È necessario consentire alle banche aderenti ai sistemi di tutela dei depositanti la deduzione, ai fini delle imposte sui redditi, delle somme corrisposte».

Quanto agli altri nodi della manovra, il Governo sta valutando come inserire nella Stabilità il pacchetto sicurezza-cultura annunciato da Matteo Renzi. Una delle ipotesi più gettonate prevede l’utilizzo di 4-500 milioni di maggior gettito atteso dalla voluntary disclosure per avviare il piano con un’operazione in due tappe in attesa dell’ok della Ue alla nuova flessibilità. Zanetti propone di vincolare il bonus da 500 euro ai diciottenni impegnati nel volontariato. Sul Sud l’opzione più “calda” è un mix d’interventi: mini-credito d’imposta del 10% per gli investimenti e decontribuzione per i neo-assunti al 40% prolungata di un ulteriore anno. Certo l’azzeramento del blocco del turn over per le fusioni dei piccoli Comuni.

di Marco Ferrando e Marco Rogari - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/1hQb9r EndFragment

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