Andiamo all’osso



Passata la festa, gabbato il santo (elettore). Al solito, hanno vinto tutti e dove hanno perso hanno “tenuto”. Sono tutti contenti, chi più e chi meno. Meno contenti sono i cittadini, ma quelli non contano, specie se non vanno a votare.

Le dichiarazioni si affollano, ognuno dice la sua, ed ora pensano al ballottaggio, il redde rationem di cui nessuno parlava prima. Ma si sa, la politica è quella di oggi, di stasera, di stanotte, non quella di dopodomani.

Tiriamo le somme: Il PD arretra un po’ dovunque, 5Stelle avanza e non è più uno sciocco conato antisistema ma occorre farci i conti davvero, la destra divisa scompare nelle sue varie vestizioni e se compare è perché s’è travestita da tutt’altro (v. Milano). Il resto è nulla, a partire dalla Sinistra italiana per finire con i Radicali e la lista Marchini a Roma.

Le amministrative non sono un saggio sul Governo nazionale;questo lo sanno tutti e Renzi ha già messo da tempo le mani avanti su questo. Però è anche vero che tredici milioni di elettori rappresentano un test che non si può ignorare.

Al ballottaggio si fanno i conti sul serio sul governo delle città. Nel sistema tripolare italiano tutti sono avversari, l’un contro l’altro armato. Al ballottaggio occorre scegliere il meno avversario. Chi è l’avversario da battere? Facciamo qualche profezia.

Ad eccezione di Napoli, il PD è quello che ha avuto il maggior numero di consensi senza trionfare (tranne che a Cagliari). Quindi, l’avversario è il PD. La logica vorrebbe che tutte le formazioni politiche minoritarie in questo primo turno, ad eccezione di Sinistra italiana, si coalizzassero contro il PD. La destra e 5Stelle dovrebbero agire di comune accordo. 5Stelle non vuole fare alcun accordo per principio. Forse, crescendo e trattandosi del governo dei Comuni, potrebbe anche cambiare idea, ma non c’è molto da sperare e quindi, la partita è sostanzialmente persa.

A Roma 5Stelle si trova nella stessa situazione del PD, perché è in testa. Qui mi sembra inimmaginabile una coalizione di destra e sinistra contro 5Stelle. Dove andranno i voti delle liste minoritarie? Lega e Fratelli d’Italia mi sembrano concettualmente più disponibili ad aiutare a vincere la Raggi. La lista Marchini, in gran parte, voterà PD. Comunque, la Raggi dovrebbe essere, teoricamente, il nuovo Sindaco di Roma.

Se la demenza senile del vecchio incantatore di serpenti, Berlusconi, non avesse intralciato la Meloni, sarebbe lei, oggi, a competere con la Raggi.

Berlusconi, dai tempi dello sciagurato Patto del Nazzareno, ha perso tutti i colpi, gran parte dei suoi deputati e la maggioranza dei suoi elettori. Con l’operazione Marchini, ha inquinato una lista, che aveva qualche chance di autonomia dai partiti, e ridotto al 4% la sua presenza a Roma, oltre ad evitare un successo elettorale alla Meloni (ed alla Lega), Un disastro totale. Qualcuno glielo dovrebbe far capire.

Quando l’ineffabile Tajani dice minaccioso che Forza Italia non farà accordi né con il PD né con 5Stelle, tutti hanno tremato. Con quelle percentuali da quotazioni di borsa in picchiata, è solo spocchia. A Milano, la coalizione di centrodestra si regge sul nome neutro di Parisi. Forse ce la faranno, ma perché è la Lega che ha dato l’ossatura al consenso.

A Napoli il Pd è fuori gioco, dopo Bassolino e Verdini, non c’era da sperare nulla. A parti invertite, da un’elezione ad un’altra, Lettieri va all’attacco di De Magistris. Chi aiuterà Lettieri?

L’ipocrisia dominante, in questa radicalizzazione della lotta politica, è che i “grandi” partiti lasceranno liberi i loro elettori di votare secondo coscienza. Come se i voti dati al primo turno fossero incoscienti! Gli è che nessuno si vuole scoprire. Fino a ieri si sono azzannati ed oggi, come fanno a fare accordi?

Un fatto è rilevante: tutti i Capoluoghi regionali sono in ballottaggio, tranne Cagliari. Non fu così l’altra volta. Emergono, poi, crescenti posizioni di distacco dal quadro politico tradizionale, a partire dal calo vistoso delle affluenze ai seggi. Sbagliata la data delle elezioni, sbagliati i programmi trionfalistici, scialbi i candidati, noiosa la competizione.

L’unica voce sincera è stata quella di Storace: abbiamo perso l’occasione di perdere la faccia votando contro la Meloni al ballottaggio.

Ora, come dice da tempo Salvini, la Destra deve darsi una mossa, decidere di scaricare Berlusconi ed affrontare, guardando al futuro, scelte responsabili. I giochetti all’ammucchiata di Berlusconi non pagano più.

Vedremo se alla prossima tornata del ballottaggio i discorsi si faranno più seri.

A Roma la Raggi avrà un bel da fare, se riuscirà a battere Giachetti. Almeno è pulita. Sarà forse un’ingenua od una sprovveduta, ma nessuno fino ad ora ha colto 5Stelle con le mani in pasta. Il Commissario prefettizio ha fatto un ottimo lavoro. Solo chi non è legato a passate amministrazioni corrotte ha la possibilità di continuare il suo lavoro di pulizia.

Se vincerà Giachetti, purtroppo(perché l’uomo è onesto e capace), avrà mille vincoli per far pulizia. Sappiamo tutti che al Comune di Roma si annida un marciume almeno ventennale che ha alimentato le varie edizioni della destra e della sinistra. Francamente, se deve cercare elettori futuri, dovrà cacciar via almeno la metà di quelli che allignano attorno al Campidoglio: vigili, netturbini, autisti, giardinieri, impiegati, gli amici degli amici, i figli di mamma, i nulla facenti, tutti quelli che hanno ridotto Roma un vespasiano all’aperto.

Mafia capitale è la riprova di un malgoverno durato vent’anni, tra destra e sinistra. Gli elettori hanno il diritto di pretendere, finalmente, un’amministrazione seria.



Roma, 6 giugno 2016.

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