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Il "pizzo" chiamato canone rai. Come disdire o comunicare il non possesso TV.

 

Prima un po' di chiarezza.

Imposta o Tassa? Di sicuro non "fornitura elettrica".

L'imposta è un tributo, ovvero una delle voci di entrata del bilancio dello Stato. Consiste in un prelievo coattivo di ricchezza dal cittadino contribuente, non è connesso ad una prestazione da parte dello Stato o degli altri enti pubblici per servizi resi al cittadino ed è destinata alla copertura della spesa pubblica.

Nei paesi eredi del diritto romano è distinto dalla tassa, che è invece legata ad una prestazione. La parte delle entrate statali costituita dalle imposte è detta gettito fiscale. Il livello di imposizione e la ripartizione delle imposte tra le fasce della popolazione sono oggetto di studio della scienza delle finanze e sono attuati mediante misure di politica fiscale. Il livello di imposizione fiscale medio di un paese - impropriamente detto tassazione - si chiama pressione fiscale apparente.

Il “canone” cosiddetto Rai è Tassa o imposta?

« Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto.[5] » (R.D.L. 21 febbraio 1938, n. 246 art. 1, in materia di "Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni.")

« Benché all’origine apparisse configurato come corrispettivo dovuto dagli utenti del servizio [...] ha da tempo assunto, nella legislazione, natura di prestazione tributaria, fondata sulla legge [...] E se in un primo tempo sembrava prevalere la configurazione del canone come tassa, collegata alla fruizione del servizio, in seguito lo si è inteso come imposta[6][1] »(Sentenza del 26 giugno 2002 n. 284, Corte costituzionale)

Ciò significa che un giudizio (magari politicamente comprato) della corte costituzionale, si è trasformata una tassa in un’imposta! Questo solo nel paese italia succede. Soprattutto questo fa risaltare come su certi argomenti di interesse “mangereccio” per i politicanti questi siano tutti d’accordo a partire dal Carderoli allora ministro delle semplificazioni che ha fatto abrogare 375 000 leggi ormai opsolete e inutili, ma non questa! Chissà perché!

Dunque secondo i luminari lestofanti legislatori avidi di approvvigionamenti di denaro e titoli  per foraggiare le”voglie” dei governatori dello stato si deve intendere:

La Corte di Cassazione ha esplicitato la natura del canone di abbonamento radiotelevisivo:

« Non trova la sua ragione nell'esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che leghi il contribuente, da un lato, e l'Ente Rai, che gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo, dall'altro, ma costituisce una prestazione tributaria, fondata sulla legge, non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio de quo[1] »(Sentenza del 20 novembre 2007 n. 24010, Corte di Cassazione)

Pertanto l'imponibilità dipende esclusivamente dalla detenzione di un apparecchio, indipendentemente dall'effettiva ricezione dei programmi della Rai o dalla mancanza di interesse a riceverne[7][8]. La legittimità dell'obbligo è stata confermata anche da altre sentenze della Corte costituzionale[9] e della Corte di Cassazione[10].

Dunque siccome era impossibile politicamente perché troppo sconveniente continuare a commettere abusi mandando nelle case dei cittadini faziosi e arroganti funzionari rai per verificare l’esistenza o meno di una tv in casa, inventarsi negli  anni  ’80 la segnalazione alla rai da parte del “rivenditore” di tv dei dati del compratore in barba alla privacy del 1975, poi con l’invenzione della trasformazione da tassa a imposta così perseguibile con i sistemi equitalia, oggi si sono inventati l’inserimento del canone nella fattura (bolletta) dell’energia elettrica, così come verrà aumentata l’accise sui carburanti in sostituzione del bollo auto (tassa di proprietà). W l’italia paese delle invenzioni!

Furto continuato ed aggravato da parte dello stato. Questo un giudice serio e preparato adotterebbe come sentenza! Ma trovarne uno non inciuciato con lo stato…

Già, ma come può lo stato incriminare se stesso? Come nel caso delle multe autovelox in autostrada perpetrate dalla polizia di stato alias ministero dell’interno? Quando fai opposizione chi ti giudica è lo stesso che ti ha condannato propinandoti la multa! Bell’esempio di democrazia e di equità. Ma i politici sono più propensi a pensare al governo del proprio seggiolino di governo che ali interessi veri verso i soprusi che lo stato perpetra quotidianamente ai cittadini.

Dunque il tutto vale come per l’”onorabilità” (ossia il sig. onorevole), quella di cui si viene investiti allorquando rubando a suon di promesse elettorali (o anche peggio) si arriva ad avere un seggio in parlamento!

Difatti qualcuno mi può spiegare perché questo titolo non lo si perde quando si viene meno all’onorabilità? Vale a dire in caso di condanna penale o anche civile? Perché un certo cavaliere onorevole ed ex  presidente non ha perso tale titolo così come tanti altri?

Ne traggano le conclusioni i liberi pensatori come me e provvedano a non nascondere il proprio dissenso ma lo portino in piazza qualunque essa sia: familiare, lavorativa di paese e in tutte quelle che incontrerà, al contrario non sarà un libero pensatore, ma un soggiogato che pensa con il cervello di qualcun altro come è tipico dei pecoroni!

Ecco allora cosa fare per il canoe cosiddetto rai:

 

Questo è lo spauracchio che emana il legislatore facendo cadere nella sua rete i più deboli e dando ai più furbi la possibilità di “evadere”:

Chi non paga il Canone Rai non potrà subire l’interruzione della fornitura del servizio elettrico: insomma non si taglia la luce all’evasore  (1). Il contribuente (2), pertanto, resta libero di scegliere di pagare la bolletta della luce decurtando dalla stessa l’importo dovuto a titolo di Canone Rai. Se, tuttavia, l’imposta sulla TV è dovuta, le conseguenze saranno le seguenti:

  • accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, eventualmente previo controllo da parte della Guardia di Finanza; (3)

  • irrogazione di una sanzione pari a cinque volte il canone stesso; (4)

  • in caso di ulteriore inadempimento, l’importo viene iscritto a ruolo e la riscossione affidata a equitalia, che potrà procedere attraverso le vie ordinarie come, ad esempio, previa notifica della cartella di pagamento, con l’iscrizione del fermo auto. (5)

 

Precisazioni:

  1. l’evasore è colui che non paga le tasse, non chi non paga un’imposta!

  2. Non contribuente ma cittadino! Questo denota come ormai per lo stato siamo tutti considerati come un codice fiscale che deve produrre ricchezza perché chi governa (e tutti gli altri che sono d’accordo) possano arricchirsi.

  3. Come dicevo l’ag. delle entrate dovrebbe chiedere per qualche milione di persone che non pagano giustamente questa gabella da medioevo l’intervento delle forze dell’ordine che potranno agire solo su istanza di un giudice. Non ci sono abbastanza uomini nelle forze dell’ordine per eseguire tutte le eventuali ordinanze. Dunque se a qualcuno capiterà sarà perché ci sarà stata una forzatura. Non possono fare accertamenti a campione!

  4. Non risulta questa sanzione a tutt’oggi sulla gazzetta ufficiale!

  5. Sul fermo auto vi è una disciplina ben precisa! Inoltre non cambia nulla rispetto all’attuale situazione.

Vi faccio anche notare che il provvedimenti dice alla fine:

“Nel caso in cui il contribuente non sia tenuto a versare il Canone Rai per una delle ragioni appena esposte sarà comunque meglio che ne informi l’Agenzia delle Entrate inviando una autocertificazione secondo il modello …”.

Ricordiamo che vi sono possibilità di farsi le proprie ragioni. Lo stato sarà pure sovrano, mo nessuno di noi ha chiesto di nascere in questo stato ( e siccome hanno fatto lobby i potenti del mondo, anche se cambio stato nulla cambia, solo la lingua). Però l’unico sovrano è l’Uomo! Basta essere consapevoli di esserlo e di essere parte integrante dell’universo e non di altri simili predominanti senza scrupoli.

Se lo stato inteso come politici e funzionari desse il buon esempio di onestà e onorabilità ed erogasse i giusti servizi essenziali per i cittadini, nessuno oserebbe non contribuire al mantenimento di detti servizi, anche con il canone cosiddetto rai. Ma quando si è obbligati a pagare nel nome di “tasse e imposte” somme ingenti (molte volte a sottrazione del procurando cibo per i propri figli) per sevizi che non vengono erogati o erogati parzialmente e malamente palesemente tesi a creare ricchezza per soddisfare i vizi di chi rappresenta lo stato, vuol dire che si è ormai in un regime di anarchia, totalitarismo, despotismo.

Solo un libero pensiero ed una azione singola può far cambiare le cose. Anche le cooperative e le rivoluzioni hanno lasciato “buchi” incolmabili. Ognuno deve essere rivoluzionario di se stesso. Se ognuno decide di ribellarsi lo può fare singolarmente, non ha bisogno di partiti politici, movimenti, preti, chiese, religioni, confessionali, l’armata brancaleone  o peggio mandare avanti altri con il sistema subdolo “armiamoci e partite”!

Coraggio allora a chi dice in piazza, in Famiglia e agli amici che il canone cosiddetto rai è ingiusto! NON LO PAGARE! Se come te lo fa almeno il 50% degli italiani, pensi che continuerà ad esistere?

Giustamente se non sei libero pensatore e anche un po’ pusillanime penserai: “ … si ma per fare una cosa anche per gli altri ci rimetto io con le sanzioni o il fermo macchina …”! E tutti i tuoi (nostri) simili che hanno combattuto al fronte nelle guerre dando la propria vita per la “cosiddetta” libertà?  E quelli che hanno dato la vita per la nostra sicurezza (forze dell’ordine)? Pensaci!

Se la stessa logica la usassimo per “non andare al voto”, cosa farebbero gli aspiranti lestofanti!

Naturalmente se qualcuno vuole aggiungere o integrare o approfondire, si faccia avanti!

Prof. Rag. Cav. Uff. Mauro Luigi Navone

Libero Pensatore

Presidente LIDH (Ligue Interregionale des Droits de l’Homme)

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