L’astro calante


Il PD è in fibrillazione. Stampa e televisione non fanno che parlare del “dramma” che si consuma nel partito di aggioranza. Troppe anime, nere, rosse, biancastre, rancorose alcune e stimolanti le altre. Una confusione notevole per chi non è dentro i segreti del Palazzo.

A giudicare dall’esterno, questa confusione, come nel referendum costituzionale, ha solo un obiettivo: disinstallare Renzi o conservarlo. Stanno scendendo tutti in campo, dai fedelissimi ai volta gabbana agli avversari di sempre.

Sottilissime disquisizioni che sfuggono alla maggioranza delle persone. Non si parla più di politica interna, di Trump o di Unione europea. No, la questione è se fare o no il Congresso del partito o se non è meglio una Conferenza programmatica prima di andare al Congresso e, comunque, occorre andare al Congresso prima delle elezioni. Poi, quando fare le elezioni, è da vedersi.

Le voci di una scissione si moltiplicano, ma nel mondo della Sinistra sono voci ed esperienze ricorrenti. In un certo senso, il prolungarsi della crisi economica ha messo in forse un po’ tutti, non perché preoccupati della situazione italiana, ma perché è franato il sistema Renzi che aveva stravolto gli antichi equilibri politici all’interno del PD.

Sfumato il mito, occorre fare i conti con la realtà. I poco più di mille giorni di Renzi si sono rivelati un disastro. Non è solo colpa di Renzi. Mi sembra giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. Certamente il leader è il responsabile ma tutto il partito gli è stato dietro, magari mugugnando, ma approvando ogni sua iniziativa, o per debolezza o per piaggeria. Non si va contro l’astro nascente.

Ora che l’astro è calante, tutti addosso. Non è un bello spettacolo. È il PD che dovrebbe cambiare marcia, non rievocare vecchi fantasmi e nuove anime candide.

All’estrema sinistrasi sono già divisi. Il Partito radicale si sta dividendo. Il PD ha almenosei o sette teste scissioniste (Bersani, D’Alema, Cuperlo, Emiliano, Franceschini, Orlandi, Civati e forse anche qualcun altro).

Pisapia, da Milano, sta cercando di fare un raggruppamento di centro sinistra. Casini ha inneggiato ad una sua nuova formazione politica. Sgarbi ha fondato Rinascimento. Questo proliferare di formazioni, specie in vista di un sistema elettorale proporzionale, è preoccupante. Tutti cercano di cambiare casacca. Ma loro sono sempre gli stessi.

Per contro,nella Destra, c’è l’immobilismo più completo. In teoria, questo sarebbe il momento buono per approfittare di questa grossa crisi che squassa tutto il mondo della Sinistra. Purtroppo, ci vorrebbero delle idee che nessuno ha. Aspettano la Le Pen, le elezioni in Olanda ed in Germania, aspettano sempre qualcuno o qualcosa. Solo chiacchiere e pettegolezzi, più qualche inchiesta giudiziaria.

Il Movimento 5Stelle è paralizzato dalla questione Raggi. Non riescono a venirne fuori. Quasi ogni giorno se ne sa una nuova. Credo che neppure loro siano in grado, ormai, di capire se la Raggi è un’ingenua od una sfortunata, un’incapace od una mal consigliata. Fanno quadrato intorno ad un simulacro, bellino, tenero, ma inefficiente.

Alle lezioni la delusione Raggi peserà, anche se l’ansia di cacciar i vecchi padroni della stalla non fa temere l’incapacità manifesta dei nuovi padroni.

Francamente, devo dire che le sole cose che si salvano, in questo periodo, sono il silenzio di Napolitano ed il garbo d’altri tempi di Gentiloni. È l’agnello sacrificale, pronto all’effusio sanguinis, quando sarà.

Il mondo, intanto, non guarda la luna che sale e scende di Renzi.

La Corea del Nord lancia missili dalla portata di 500 km per festeggiare, proprio lo stesso giorno in cui il fratellastro del Capo, ma guarda che coincidenza, è stato avvelenato da due giovani donne che poi sono state suicidate, forse per tardivo pentimento.

La Corea del Sud è sotto choc per l’incriminazione della sua Presidentessa.

Il Giappone vuole rivedere la costituzione imposta a suo tempo dagli Americani per riarmarsi.

La Cina continua a costruire isole artificiali nel mare in modo da poter guadagnare altro mare territoriale e protesta se qualcuno non gradisce.

Ricominciano gli scontri in Ucraina e Trump dice alla Russia che deve restituire la Crimea a Kiev. Sembra di sognare.

In Libia s’incontrano l’uomo forte libico, protetto dall’Egitto, e l’uomo meno forte del sedicente governo libico riconosciuto dalle Nazioni Unite e, soprattutto, da noi.

Haftar ha un esercito forte ed attrezzato, il Presidente, poco o nulla, maha il titolo ed un’Ambasciata italiana (l’unica). Come finirà?

Se Haftar si accontenterà di fare il capo dell’esercito libico di futura formazione, avrà il potere per ricattare il Presidente in qualunque momento. Gliene sarà grato l’Egitto, con il quale non abbiamo più relazioni diplomatiche per il caso Fregeni. Il buco libico è come un vortice oceanico e noi rischiamo di sprofondarci dentro, immigrati o non immigrati. Chissà se qualcuno se ne preoccupa!

Tra qualche giorno ci sarà il congresso del PD, ma non si parlerà di questi problemi, troppo lontani, troppo difficili. perché esigono prese di posizioni. Si parlerà dei loro interessi di bottega, delle loro personali rivalità politiche, di voti e di liste di maggioranza e di opposizione e, poi, forse, si arriverà ad un sistema bicefalo: rosso sfumato e rosso incupito, un branco di mendicanti di voti con una legge elettorale che sono ancora stati in grado di fare.

Al botteghino del lotto ci sono più probabilità di vincere un terno che di fare un partito serio dopo questo Congresso.

Come dice la bella monaca della TV, che Dio ci aiuti!



Roma, 17 febbraio 2017.

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