Questo giornale è libero a quanti desiderino collaborarvi ai sensi

dell’art. 21 della Costituzione Italiana che dispone così:

Tutti hanno diritto di manifestare

Il proprio pensiero con la parola,

lo scritto e ogni mezzo di diffusione “.

È vietata la riproduzione totale o anche parziale di quanto pubblicato su questo giornale, senza autorizzazione scritta da parte della redazione.

Reproduction in full or ever partial, of what has been published in this newspaper, without the written permission of the editors.

© 2015 by " MaLu"   - Lazio Opinioni a cura di 90119310564 - 07611765630 - Iscrizione Tribunale di Viterbo n° 02/2007 del 26 marzo 2007 - P. IVA 90119310564

La scoperta dell’acqua calda

Il governo boccheggia, tenuto  in piedi con le stampelle, come un pugile suonato. Nonmolla,perchétutti hanno paura di perdere il posto.

            Dopo nove anni di crisi economica e politica, fa stupore che ci sia ancora qualcuno che propone interventi choc sull’economia (v. Conte) o di natura costituzionale (v. Renzi). Belle idee, peccato che siano stantie e non ci creda nessuno. È la scoperta dell’acqua calda.

            In questi giorni frenetici di un’agonia annunciata, il Parlamento non riesce a varare un provvedimento, le Commissioni parlamentari si dibattono fra assenze e mugugni, specchio di un Paese fermo e di una politica palesemente strutturata per la difesa dei propri interessi.

 

            Tutti parlano degli Italiani, la loro preoccupazione formale più evidente, ripetuta fino al soffocamento, ma è un chiacchiericcio senza scopo, come una volta tanto giustamente ha affermato Zingaretti.

            Non c’è un solo punto sul quale i partiti di governo sono d’accordo, salvo la necessità di non andare alle elezioni. Il PD, dopo aver dato retta a Renzi di fare un accordo con 5Stelle, si trova a fare il valletto del Movimento. Il Movimento, franato alle elezioni, è la friabile rocciaattorno alla quale si aggrappa il PD.

            Un’alternanza di ricatti tiene in vita il sistema. 5Stelle ricatta il PD, Renzi con il suo Italia Viva, ricattail governo, il governo ricatta il Parlamento. Tutti sono sotto schiaffo ma non si deve andare alle elezioni.

            La riduzione del numero dei parlamentari contrae le speranze degli attuali deputati e senatori di tornare in Parlamento. Un Parlamento imbelle che per due volte, entusiasticamente, ha castrato se stesso, con il referendum voluto da Renzi e con il taglio dei parlamentari ora. Nessuno vuole mollare la presa. Inoltre, è molto probabile che la composizione del nuovo Parlamento si riveli molto diversa, non solo numericamente. I fragilissimi equilibri attuali saranno stravolti.

            Solo Renzi, con la sua bassa percentuale di consensi, può fare il battitore libero. Alla peggio, resterà con il 3/4% di cui sembra disporre, stando ai sondaggi. Come battitore libero bussa a più porte, a destra, a sinistra, al centro. Cerca uno spazio.

            Al centro, dove tutti s’illudono di pescare, c’è il vuoto. La radicalizzazione della contesa politica è tale che si è passati dal tripolarismo a un bipolarismo incattivito. Ma il pesce non abbocca.

            Da enfant prodige Renzi è ora un problema per tutti. Troppo rissoso, troppo pieno di sé, troppo intelligente, se vogliamo, in un mondo di vedove di consensi e timorate di Dio. La sua parabola discendente non ne ha sminuito l’ingegno ma accresciuto l’imbarazzo di averlo accanto.

            Il grande gioco continua mentre il Paese muore. Gli allarmi sull’economia sono continui e preoccupanti. Nove anni di crisi senza interventi mirati, ma solo di sperperi inconcludenti, hanno ridotto al lumicino le speranze di una ripresa.

            Con le chiacchiere non si fanno progetti e i programmi annunciati presto,si rivelano inutili, perché non si è in grado di attuarli, per mancanza di soldi, per inefficienza complessiva, per incapacità negoziale, perché non ci credono neppure coloro che li hanno stilati. Come giocatori incalliti di poker, quando perdono, rilanciano, sperando di rifarsi. Rialzano la posta, giocano al buio, sapendo di non avere quattrini, vendendosi tutto e indebitando il Paese.

            I cantieri sono fermi, finanziati, ma fermi. Tutti hanno paura di farsi incastrare dalle norme che loro stessi hanno deciso. Siamo arrivati al punto che il codice degli appalti deve essere messo da parte, se si vuole fare qualcosa, con dei Commissari. Una legislazione inutile.

            Renzi propone il rilancio dei cantieri affidando i lavori, appunto, a dei Commissari. Così, con la scusa di far prima, si apre una bella stagione per il mercato degli incarichi.

            Il fallimento complessivo delle azioni di governo fin qui condotte acuisce le difficoltà della gente e un senso di depressione generalizzata. Manca una qualunque idea del futuro e le convulsioni politiche del momento non interessano nessuno.

            A marzo ci sarà un ennesimo referendum pro o contro l’abolizione del numero dei parlamentari, spacciato per una misura economica risolutiva (80 centesimi a testa di risparmio per gli Italiani).

            Alla domanda se si è a favore della riduzione il 90% degli Italiani risponderebbe di sì. Ma è perché nessuno riflette. Se si riflettesse,il rischiodei voti contrari aumenterebbe. Per questo del referendum non se ne parla. Troppo pericoloso far ragionare.

            Pensate, se la maggioranza dei cittadini votasse contro la riduzione, sarebbe uno schiaffo al Parlamento, che l’ha votata, e al Movimento che l’ha proposta, facendone una sua bandiera. Cadrebbero tutte le complicazioni che impedirebbero di andare a votare subito! Una vera iattura. Allora, il silenzio è d’obbligo, democraticamente.

            Non c’è speranza che il prossimo referendum fallisca: troppa demagogia e troppa disistima nei confronti dei parlamentari, paradossalmente, favoriranno il mantenimento della situazione fallimentare in cui si trova il Paese.

 

Please reload

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now