• Dott.ssa Maria Vittoria Cecchini

Artifizio semantico


Un comitato spontaneo di cittadini, coordinati dalla dott.ssa Maria Vittoria Cecchini, ha presentato lunedì 4 aprile 2022 una querela-denuncia presso la Questura di Viterbo, adoperando un modello predisposto dalla A.G.I. Associazione Giustizia Italiana. Tale querela-denuncia riguarda quello che si palesa essere stato un inganno perpetrato attraverso un artifizio semantico, tra vaccinazione anti SARS-CoV2 richiesta dalla disposizione di legge (d.l. n. 52/2021, articolo 9, volta ad ottenere la Certificazione verde COVID-19, ossia certificazione nazionale italiana comprovante lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2, o guarigione dall'infezione da SARS-CoV-2, oppure l'effettuazione di un test con esito negativo al virus SARS-CoV-2), e l'effettiva inoculazione di quello che in realtà è un farmaco anti-COVID 19 (per inciso: impropriamente definito vaccino), ossia finalizzato al contrasto della malattia indotta dal virus, come riportato da tutti i fogli illustrativi delle relative case farmaceutiche. Si fa riferimento, nella denuncia presentata, alle stesse parole contenute nel Rapporto ISS COVID-19 n. 4/2021 "Indicazioni ad interim sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in tema di varianti e vaccinazioni anti-COVID-19" Gruppo di Lavoro ISS Prevenzione e Controllo delle Infezioni del 13 marzo 2021 (Istituto Superiore di Sanità; Ministero della salute; AIFA; INAIL): "Va specificato che i vaccini anti-COVID-19 attualmente disponibili [n.d.r. ci si riferisce ai vaccini impiegati al mese di marzo 2021: Comirnaty, Spikevax, Vaxzevria], come riportato nelle rispettive schede tecniche, sono autorizzati per la prevenzione di malattia COVID-19 sintomatica, e non per la prevenzione dell'infezione asintomatica (e di conseguenza la possibilità di avere un risultato positivo al tampone molecolare)." (pagina 9, paragrafo 2.4). Sono due cose ben diverse, poiché non sempre chi ha contratto il virus poi sviluppa la malattia. Mentre ciò che conta veramente, è prevenire il contagio. Ora, mentre il Parlamento ha sempre richiesto per la campagna nazionale di vaccinazione dei farmaci vaccinali dalla funzione anti-SARS-CoV-2, il Ministero della salute ha omesso all'interno delle proprie comunicazioni formali al Parlamento (del 02/12/2020, del 13/01/2021 e del 24/02/2021) di rappresentare la reale funzione immunologica - anti-COVID-19 e non anti-SARS-CoV-2- dei farmaci adottandi e adottati. Il Ministero della salute ha creato o comunque ha ufficializzato (mediante emanazione con decreto) per la prima volta in atti del Ministero della salute l'espressione sincretistica e originale "vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19" all'interno del documento "Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 - Piano strategico - Elementi di preparazione e di implementazione della strategia vaccinale. Aggiornamento del 12 dicembre 2020", comunicato con informativa il 16/12/2020 alla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano. Recepimento Rep. Atti n. 235/CSR del 17 dicembre 2020.

Qui sotto in formato PDF potete trovare la denuncia querela da presentare. Aprire cliccando sul file.


denuncia querela
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L'espressione "vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19" è stata ancora adottata dal Ministro della salute all'interno del decreto del 02/01/2021 e nell'allegato Piano strategico, nonché nel decreto del 13/03/2021 e nell'allegato aggiornamento al Piano strategico.

L'espressione "vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19" è stata successivamente impiegata dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria all'interno delle proprie circolari per indicare farmaci anti-COVID-19 come idonei alla campagna nazionale di vaccinazione che richiede invece farmaci anti-SARS-CoV-2. Le stesse circolari riportano alternativamente l'espressione "vaccino contro SARS-CoV-2/COVID-19". Questa espressione è fortemente ingannevole, non potendosi scientificamente ritenere nella medesima definizione due funzioni immunologiche così diverse per natura. Da questo inganno semantico, sono derivati danni e conseguenze negative per milioni di cittadini italiani, poiché l’inoculazione del farmaco anti-Covid 19 non previene in alcun modo il contagio e la trasmissione del virus Sars-Cov2, mentre il rilascio del certificato noto come Green Pass attesterebbe la non contagiosità di chi ha ricevuto l’inoculazione del farmaco sperimentale anti-COVID-19. Che pertanto è stato messo nelle condizioni di muoversi liberamente senza essere in alcun modo protetto dal contagio e dall’essere veicolo di contagio. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Si chiede, pertanto, che la magistratura faccia chiarezza sulle responsabilità di tale disinformazione ed inganno e agisca nei confronti dei responsabili.

Il comitato invita tutti i cittadini italiani consapevoli a presentare anche essi tale denuncia, che si allega alla presente comunicazione.


Dott.ssa Maria Vittoria Cecchini