• di Mauro Luigi Navone

Il Re di Cornovaglia

Ci sono tutti i feudatari dell’Impero, i grandi, i medi, i piccoli. Anche l’OMS, anche la pallida von der Layen, anche quel cafone di Michel (quello che non ha dato la sedia alla Ursula ad Ankara, quando Erdogan l’ha lasciata in piedi).Tutti a festeggiare il nuovo corso dell’Impero americano: Trump è morto, viva Biden. Ora si riparte alla grande. Pensate, gli Stati Uniti, questo grande e potente Paese, ha bisogno di noi! Ci convoca, ci consulta, ci chiede di aiutarlo a mantenere il suo impero.

Sono finiti i tempi bui di un Trump che voleva fare tutto da solo e che diceva la verità sul muso dei deboli e degli impotenti: io sono io e voi non siete un … .


Adesso, il grande equivoco è chiarito. Siamo tornati ad essere uguali. Un po’ meno, magari pagando un po’ di più.

Se questa è la nuova politica che sa tanto di stantio, non è in gran progresso, è solo zero.

Facciamo il conto: va tutto bene. Siamo d’accordo su clima, sull’ecologia, sui diritti umani, sulla pandemia sull’aiuto ai Paesi meno fortunati. È la Bengodi del multilateralismo, la Versailles dell’Occidente ritrovato, l’apoteosi della bontà.

Il clima: se non la smettiamo d’inquinare, rischiamo di far saltare in aria il pianeta, Impero compreso. Non è per bontà, ma necessità vitale.

I diritti umani: come non essere d’accordo contro le violazioni altrui, specie se sono lontane? Poi, a casa nostra, che c’entra, è diverso. Un bianco che uccide un negro, un ragazzaccio che da fuoco a un barbone, un povero femminicida … i ghetti degli immigrati, le baracche dei Rom, va bene sono casi i solati. I diritti umani si salvano solo a casa altrui.

La pandemia: dobbiamo essere consapevoli e buoni. Siamo tutti fratelli, bianchi, neri, rossi e gialli (chi più e chi meno), ma siamo tutti sullo stesso mare agitato. Noi in nave, loro sul gommone sgonfio, ma questo è secondario. Noi li salveremo, con l’aiuto prezioso (si prezzolano da sole) delle multinazionali del settore. Li vaccineremo tutti, perché siamo fratelli e perché possono infettarci di nuovo. Meglio evitare nuovi focolai ed estinguere quelli esistenti. Li salveremo con il vaccino. Poi, se i salvati moriranno di fame, che ci frega? Quello è un altro discorso. Il tema non è all’ordine del giorno, sull’agenda dei lavori.

Sull’agenda ci sono alcuni problemi seri. Poiché sono seri, saranno discussioni riservate.

L’Impero ansima. È troppo grosso e come tutti i grandi dinosauri soffre di piccole malattie: multietnopatia, razzismo endemico, violenza diffusa, incultura congenita e così via. Tutte cose curabili. Basta convocare il carrozzone dell’Impero e dire: stringiamoci tutti contro il nemico comune e i nostri piccoli mali passeranno in secondo ordine. E chi è il nemico? Ovvio: la concorrenza, Russia e Cina.

Con la Russia il tema è soprattutto europeo. Certo, la Russia dà fastidio all’America, ma è un affare europeo. Se ci saranno problemi, saranno in Europa: Bielorussia e Ucraina. Il problema è tedesco e polacco, ai confini con un potente vicino. Agli occhi di Biden e della diplomazia americana basta strangolarlo con le sanzioni.

La Russia è un potente in declino, nonostante l’intelligenza e la faccia dura di Putin. Anche la Russia è un dinosauro con tante piccole malattie: la corruzione, la violenza, la ribellione dei popoli sottomessi, la mancanza di libertà e, toh!, anche dei diritti civili. Preoccupa, ma non più di tanto.

A Ginevra, faccia a faccia, s’incontreranno i due fra i tre reggitori del mondo: Putin e Biden. È già un bel progresso. Biden l’ha definito un assassino, Putin ha detto che Trump era un uomo straordinario. Tradotto dal russo, vuol dire in americano che Biden è un cretino. Magari troveranno un’intesa.

Il vero terzo incomodo, il convitato di pietra, è la Cina. Enorme, immutabile, comunista, pericolosa. Per fortuna, è un problema anche per la Russia. Non lo dicono, ma è un vicino fastidioso assai.

Prendiamola alla lontana: il Covid a Wuhan l’hanno creato loro (con i soldi dell’Occidente) oppure è stata una svista o un evento naturale? Tutti puntano il dito contro la Cina. Fateci vedere le vostre carte. Non ci fidiamo di voi. La Cina, è naturale, si difende. Non sapremo mai la verità ma, intanto, le voci girano è l’impressione è negativa, anche in Africa, dove i Cinesi stanno facendo piazza pulita.

Secondo problema: il commercio internazionale. La Cina sfonda dovunque: prodotti mediocrima a prezzi stracciate, quantità inverosimili. D’altro canto con quasi due miliardi di abitanti, uno sfogo lo deve trovare, sul mercato interno e all’estero. Chi ha dato quattrini e tecnologia alla Cina? Ma l’Occidente, che diamine, ai bei tempi in cui l’America era per la globalizzazione!

A furia di globalizzare, la globalizzazione si è ritorta contro l’Occidente e l’America. Di qui, sanzioni contro la Cina. Un balletto, se non si rischiassero conflitti.

Terzo problema: l’India. Dell’India non parla nessuno. È una protetta dalla Russia, una nemica della Cina (due guerre e qualche scontro), una potenza emergente, con più di un miliardo di abitanti, che si sta armando in modo pericoloso con un’imponente flotta da guerra per sbarrare il passo ai traffici cinesi con l’Africa e l’Occidente. Per fortuna, battuta cinica, il Covid sta facendo strame delle velleità nazionalistiche indiane.

Il Re di Cornovaglia avrà un bel da fare per raddrizzare il mondo sull’american way of life.

Però, sappiatelo, il nostro Draghi (che Dio ce lo conservi) ha conversato per ben mezzora con Biden!