• Navone Luigi M. Libero Pensatore e Templare

Nino Manfredi: una preghiera molto attuale!


Da "La notte di Pasquino": una preghiera agli Angeli di Castel Sant'Angelo di Roma, di Nino Manfredi.

Ho scelto questa poesia perchè più che mai attuale. Io non sono praticante e non molto amico dei preti, ma come in tutte le cose, cerco di prendere ciò che mi sembra migliore, così anche una preghiera di un cristiano cattolico come Nino, mi è d'aiuto per augurare a tutti, BUONA SALUTE e Felici Feste, a prescindere dal proprio credo e dalle proprie convinzioni, che in questo momento di confusione dovuta a questa influenza covid che ha permesso ai criminali, che oggi governano, di trarne vantaggio personale a discapito di tante vite umane che avrebbero potuto essere salvate. Una strage annunciata. Nino lo conobbi personalmente, io non so' romano ma franco-Piemontese da 21 anni viterbese trasferitosi per professione. Ma incominciai ad amarlo quando un giorno del lontano 1987 da Torino lo andai a prendere a Roma insieme alla Nerina Montagnani (caffè Lavazza), perchè allora collaboravo con la compagnia teatrale "Il Granserraglio" del grande Magister Riki Ferrero di Torino a cui servivano detti personaggi per alcune scene di una commedia teatrale.

Si lamentò un po', Nino, perchè la Fiat 131 supermirafiori Turbodiesel, non gli avrebbe garantito un comodo viaggio, preferiva una Mercedes, ma poi si convinse. Passammo a prendere la Nerina e poi via per i quasi 600Km che ci separavano dalla capitale piemontese. Fu un viaggio insopportabile per via della Nerina alla quale non andava bene nulla. Finestrino su, finestrino giù, condizionatore, no condizionatore. Troppo veloce, troppo piano. Allora preso da un momento di follia cominciai a cantare le canzoni piemontesi a squarcia gola tirando pure su i finestrini che lei pretendeva giù a 140 all'ora! (Preciso che sono anche scrittore, poeta e musicista dialettale piemontese con l'allora Gipo Farassino). Nino si mise a ridere a squarcia gola e da li in poi fu un viaggio bellissimo, fatto di racconti, aneddoti e barzellette. Nerina dormiva. Giunti a Torino Nino fu preso in consegna dalle hostess e a me è toccato di prendere in consegna la Nerina che mi fece girare ben 10 alberghi della città finchè con la misurazione della bussola che portava con se, non trovò una stanza con la testiera del letto posizionata a NORD!

Ecco la poesia speranzosa:



Angeli de Roma

voi che de lassù vedete più lontano

ma su sti monti e su sti tetti

per quanti siete state pure stretti!

scennete giù e dateme na mano

io so' prete cattolico romano

che posso fa pe' diventà italiano?

Non basta de' cambia sovrano

quì c'è da cambia 'n Paese sano sano

per cui scennete giù e dateme na mano!



Che gli angeli scendano davvero a darci una mano a cambiare sto Paese, radicalmente.

Grazie Nino per l'incipit!

Mauro Luigi Navone