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  • Writer's pictureNavone Luigi M. Libero Pensatore e Templare

Riscaldamento globale, l'U.E. dice: vietato scorreggiare!


per ora il provvedimento dovrebbe essere rivolto solo alle vacche verranno abbattute, non so ancora con che criterio. Mi chiedo però cosa succederà ai PECARI come Pumba quello del cartone animato "Il Re Leone" che per antonomasia sono flatulenti ad ogni passo che fanno? Si potranno ancora mangiare i fagioli con le cotiche nelle sagre paesane? O una volta in auto la polizia locale  ci fermerà e ci farà tirare giù il finestrino e misurerà l'intensità dell'aria con lo "scorregiometro" e ci farà la multa? Siamo alla follia collettiva in stato avanzato. Ora penso che i miei vecchi avevano ragione quando dicevano: " ...di questo passo ci faranno pagare anche l'aria che respiriamo..."! Per ora voglio farci pagare l'aria che esce e non ancora quella che entra, ma ho il sentore è che ne siamo vicini, molto vicini.

Mauro Luigi Navone



Vediamo cosa dicono altri sull'argomento, ad esempio "Drago-Spia" che ringrazioamo per la foto in alto.


PORCA VACCA! LA FOLLIA AMBIENTALISTA METTE NEL MIRINO LE MUCCHE: IN NOME DEL CLIMA DOVREBBERO ESSERE ABBATTUTI 200MILA ANIMALI, RESPONSABILI DI PETI TALMENTE LETALI DA PORTARE AL CAMBIAMENTO CLIMATICO – NEI PROSSIMI TRE ANNI DOVREBBERO ESSERE FATTE FUORI 65MILA VACCHE DA LATTE ALL’ANNO MENTRE I POVERI ALLEVATORI DOVREBBERO INCASSARE UN INDENNIZZO DI 3MILA EURO PER OGNI CAPO ABBATTUTO. Era una delle più grandi leggende legate, in qualche modo, alla questione dell’inquinamento mondiale, anche se ai tempi si calcava più che altro sul fantomatico “buco dell’ozono” - vale a dire la riduzione dello spessore dello strato di ozono nell’atmosfera terrestre, fascia che ci protegge dai raggi ultravioletti, e dunque assottigliandosi ci esporrebbe alle conseguenze del cosiddetto “effetto serra”. Ma sì, quello che oggi viene comunemente definito “riscaldamento globale”. Ecco, si diceva che fra le cause principali della riduzione dell’ozono ci fossero nientemeno che le flatulenze dei bovini. In sostanza, i peti del miliardo e 300 milioni di bovini presenti al mondo sarebbero responsabili anche del cambiamento climatico. In realtà, la tesi è stata oltremodo ridimensionata, ma evidentemente è rimasta particolarmente evocativa. Basti pensare che l’Irlanda potrebbe abbattere quasi 200mila mucche nei prossimi tre anni, e proprio per combattere così dicono, così credono- il cambiamento climatico. Per adesso è una proposta, sia pur avanzata dal dipartimento dell’Agricoltura di Dublino, preoccupato che il Paese rispetti gli obiettivi climatici dell’Unione europea, in base ai quali Dublino dovrà ridurre del 30% le sue emissioni di Co2 entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. E da che cosa cominciano? Dall’abbattimento delle mucche. Come detto, i bovini in Irlanda sono una cosa seria, altroché: secondo stime ufficiali, ci sarebbero 2,5 milioni di bovini per la produzione di latticini e carne. Una produzione che rappresenta ben i due terzi di quella dell'intero comparto agricolo irlandese, e il 90% delle esportazioni agroalimentari. Questo business è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni: tra il 2013 e il 2022, le mucche da latte presenti nel Paese sono aumentate di ben il 40%. E con loro, secondo il dipartimento dell’Agricoltura, sarebbero cresciute anche le emissioni inquinanti. Tanto che «nei prossimi tre anni- così scrive- dovrebbero essere ritirate dal mercato circa 65.000 vacche da latte all’anno». E gli allevatori, poveri? Per loro si tratterebbe di incassare un indennizzo di 3mila euro per ogni capo abbattuto. Una proposta che però al settore non piace proprio.






































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