La gente comune gira cauta, portando la mascherina. Qualcuno, poi se la toglie perché il caldo è soffocante e il respiro ti appanna gli occhiali. Più che respiro è anidride carbonica. D’altro canto, ci manca l’ossigeno.

            Evita gli assembramenti dei ragazzi chiassosi. Cerca di passare inosservato, magari portandoti appresso un cane, a mo’ di passaporto. La depressione stende il suo velo dovunque, anche sulle spiagge affollate e vocianti.  C’è un diffuso senso di paura. Sarà finita?

            A sera, la TV snocciola le sue consuete sciocchezze: la falsa allegria degli show musicali e canori, dei quiz e delle barzellette. Presentatori pagati profumatament...

Finito lo show di Villa Pamphili, proviamo a tirarne le somme. Abbiamo scoperto:

1 - se accendo il fuoco sotto l'acqua, l'acqua diventa calda;

2 - vendere ghiaccio in una zona polare non è conveniente;

3 - più si spara grosso più si fa rumore.

            Mi sembrano tre acquisizioni importanti da tenere a mente. Per il resto: nulla. Finito lo show, restano le cose serie. Forse è il momento di affrontarle.

            In primo luogo è la sanità. L'economia è fondamentale, ma solo se sei vivo e sano, altrimenti non conta nulla. Può essere un problema per chi deve pagare il tuo funerale.

            La questione del MES sta di...

Villa Pamphili apre le sue porte al grande incontro di Conte: gli Stati generali dell’economia. Una riedizione degli Stati generali del 1789 in Francia. Ci saranno tutti, meno l’opposizione. Male, perché gli assenti hanno sempre torto e l’Aventino non porta fortuna.

            Lo show è scontato. L’ultima volta fu con Gheddafi, ospite di Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri di allora, con le fanciullearabe a guardia del corpo del Rais, nella sua tenda piantata in mezzo ai giardini della Villa.  Dopo qualche mese, finì malissimo. Non è un buon auspicio.

            L’evento è importante, fondamentale, perché fino ad ora, dopo quasi un anno di governo,...

       

        Devo confessarlo: ho avuto un fremito d’orgoglio quando ho visto scendere dal Falcon dell’aeronautica militare italiana a Ciampino la nostra Silvia Romano, la giovane cooperante rapita e trattenuta per diciotto mesi nelle mani degli al-Shabab somali.

            Mi sono detto: siamo un grande Paese, avremo mille torti, mille difficoltà, ma quanto a spendere soldi ed energie per salvare un nostro connazionale all’estero, siamo capaci di tutto. Questo è il bello della nostra politica estera: non facciamo guerre, aiutiamo tutti, siamo un Paese protettore (non pensate male se uso questa parola).

            La Soma...

Il nuovo linguaggio della pandemia conosce parole dette a sproposito. Non ci sarebbe nulla di male se non fossero dette e ripetute con sussiego, come verità rivelate soltanto a qualcuno.

            Spesso, c’è una vena d’ignoranza che sfiora il ridicolo, ma nessuno se ne accorge, presi come siamo da ben altri problemi. Se questi non ci fossero, sarebbe divertente un glossario, utile per ricordare tempi tristi.

            Si sente dire di menola consueta frase che abbiamo il servizio sanitario migliore del mondo.Non l’abbiamo visto e continuiamo a non vederlo. Il sacrificio dei medici, degli infermieri, degli operatori sanitari in genere, degno almeno d’una medaglia po...

     

                   Mi mancano. Devo confessarlo, mi mancano. Ma dove sono finite?

            Parlo delle Sardine, quel movimento che fino a qualche mese era agli onori della cronaca, pieno di giovinotti imberbi esaputi, che snocciolavano risposte vaghe a domande precise. Volevano salvare il mondo con la sfrontatezza degli adolescenti, magari un po’ in ritardo rispetto al ‘68.

            Mi mancano. Dove sono finiti, a casa dalle mamme? È probabile.

            Ora il mondo sta crollando e loro non ci sono più a dirci come fare. E sì che ne avremmo bisogno! Fin...

In questa moria di tutto(lavoro, amici, socialità, politica)c’è qualcosa d’insolito che sta affiorando nella gente, costretta a riflettere e a subire una convivenza obbligata anche per coppie che si detestano. Poiché, però, non ci sono alternative, occorre fare buon viso a cattivo gioco.

            Si sta sviluppando un senso di appartenenza, una socialità collettiva che trascende le feste, i grandi meeting, le polemiche, spesso pretestuose, che costellano i media. Siamo tutti stufi e, allo stesso tempo, ci sentiamo Italiani, all’improvviso, uniti in una lotta per sopravvivere, ma sempre più tenacemente orgogliosi di appartenere a un popolo straordinario.

            N...

Si parla di una prossima seconda fase dell’epidemia. Con molta cautela, perché le previsioni potrebbero essere disattese. Per l’intanto, si pensaa come riattivare il circuito economico. Non è solo un problema economico-sociale, è anche una questione di sicurezza e di ordine pubblico di cui non si vuole parlare. Che in tempo di crisi negli Stati Uniti ci sia il boom della vendita di armi fa pensare. Gli Americani sono pragmatici.

            È incredibile, però,la confusione che tuttora regna un po’ dovunque.

            C’è chi confonde il virus con i batteri. Poco male. C’è chi dice che il virus non è vivo e chi lo descrive invece attivissimo. In fondo, anche questo po...

       

In tempo d’epidemia è difficile trovare un argomento diverso. Quando sono in gioco le nostre vite, che di questo si tratta, tutto il resto diventa secondario. Le questioni che credevamo importanti si guardano con occhi diversi, come se le vedessimo da un altro pianeta. Il virus ci dissocia dalla realtà virtuale per ricondurci alla realtà fisica. Avremmo tutti preferito che così non fosse, ma non abbiamo scelta e questa impotenza collettiva è una grande sfida al nostro orgoglio e alla nostra presunzione. Credevamo d’essere padroni del mondo e, invece, siamo estremamente fragili se una miserabile entità senza vita ha messo in forse il nostro apparato mentale e sociale. Un nulla capace di distrugge...

VArticolo 41 Conte bis.(di Stelio W. Venceslai) Siamo tutti in galera. Poco male, mal comune mezzo gaudio ma anche mezzo disastro. Da qualche giorno gira per i social un articolo apparso su un giornale locale, il Corriere della Basilicata, credo. L’ha scritto un medico o, perlomeno, qualcuno piuttosto bene informato sulle questioni sanitarie. Fa delle riflessioni molto serie e pone delle domande al governo piuttosto precise cui, ovviamente, nessuno risponderà. Credo che molti l’abbiano letto per cui non mi dilungherò sul contenuto di questo scritto (tra l’altro, se qualcuno vuol sapere qualcosa di più sul virus che sta devastando il nostro Paese. Però, vorrei farci sopra qualche riflessione. Ormai abbiamo tutto il te...

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