Il populismo spinge a ingannare il popolo. Non a caso la demagogia si accoppia con il nazionalismo. Il popolo è sovrano, in tutte le Costituzioni di tutti gli Stati del mondo, ma è beffato in vari modi. Non è sovrano, ma zimbello del potere

            Quando ci si rivolge al popolo è perché si ha bisogno di una specie di benedizione divina. Impartita la benedizione, il popolo non conta più nulla. Non accade soltanto nei regimi dittatoriali, dove le elezioni sono truccate e chi non vota per il potere o ne viene impedito o viene arrestato o, comunque, messo in condizione di non nuocere. Accade dovunque, anche nei regimi più liberali, negli Stati d'inveterata tradizione democratica....

          Il

Il Recovery Fund schiude molte possibilità di natura diversa al nostro Paese. Si tratta di un debito così grande come non ne abbiamo mai avuto, il che implica responsabilità enormi d'indirizzo, di gestione e di controllo.

            E' una grande occasione per tutti: per l'Unione europea, che così dimostra di non essere solo una sigla da difendere talvolta in modo imbarazzato, per l'Italia, che con una consistente liquidità potrebbe avviare quella stagione di riforme di cui tutti parlano e che non si attua mai, per il malaffare, pronto a mettere le mani su un malloppo mai visto.

            Quest'ultimo aspetto è quello più importante a...

 

      Comincia la campagna referendaria. Sullo schermo si alternano facce vecchie e altre sconosciute: chi vuole mantenere ciò che ha e chi vuole, invece appropriarsene. E'  la solita storia: si condiscono con parole nuove pietanze vecchie, tanto l'elettore beve tutto.

            A settembre si vota. Il popolo sovrano può esprimersi ma, attenzione, non si tratta di uno dei soliti referendum. E' solo consultivo. Il Parlamento ha votato una legge di riduzione del numero dei parlamentari che è sottoposta al giudizio del popolo. Se il popolo dice SI' e l'approva, tutto bene. Se dice NO, la legge non è attuabile e tutto resta come ora.

            Inoltre q...

  L’economia italiana è troppo grande per fallire. Metterebbe in crisi tutto il sistema europeo. Occorre tener conto di questo aspetto per capire cosa è accaduto a Bruxelles nel Consiglio più lungo della sua storia.

            La posizione dei Paesi “frugali” era molto chiara: non ci fidiamo delle promesse italiane. Altrettanto chiara erano la posizione italiana e quella dei Paesi mediterranei, tra cui la Francia, che assieme alla Germania aveva dato il via al progetto del Recovery Fund.

            I boati di acclamazioni al ritorno di Conte in Parlamento, dopo la maratona brussellese, non devono trarci in inganno. È ben vero che l’eletto da nessuno deve essere stato...

        

    Cerchiamo di capire cosa sta succedendo a Bruxelles.

            Dunque, l'Unione europea propone agli Stati membri due misure d'intervento. La prima, derivata dal MES, uno strumento già esistente da tempo, finalizzato ad interventi sanitari: un prestito senza condizioni, peraltro da definire dal punto di vista giuridico ed in merito al cui possibile utilizzo c'è ancora una grande confusione in Italia.

            Il secondo è il Recovery Fund,o Fondo per la ricostruzione post pandemia, un intervento finanziario massiccio, nuovo, in parte a fondo perduto e, in parte, quella più importante, sotto forma di prestito...

Ministro della giustizia in pectore nella lista dei membri del governo altezzosamente predisposta da Di Maio, quando 5Stelle sperava di governare da solo, è uscito dal sacco dell’ignoto come Presidente del Consiglio al tempo dell’avvento del governo giallo-verde.

            Avvocato e professore di diritto, in realtà, non lo conosceva nessuno. Digiuno di politica come tutti quelli che lo proponevano, era talmente sotto traccia da non disturbare i politici di carriera.

            Ben vestito, pacato, educato, sufficientemente informato, sembrava piovuto dal cielo tra i due botoli (Di Maio e Salvini) che si mordevano a vicenda nel loro primo esperimento politico sul cor...

La gente comune gira cauta, portando la mascherina. Qualcuno, poi se la toglie perché il caldo è soffocante e il respiro ti appanna gli occhiali. Più che respiro è anidride carbonica. D’altro canto, ci manca l’ossigeno.

            Evita gli assembramenti dei ragazzi chiassosi. Cerca di passare inosservato, magari portandoti appresso un cane, a mo’ di passaporto. La depressione stende il suo velo dovunque, anche sulle spiagge affollate e vocianti.  C’è un diffuso senso di paura. Sarà finita?

            A sera, la TV snocciola le sue consuete sciocchezze: la falsa allegria degli show musicali e canori, dei quiz e delle barzellette. Presentatori pagati profumatament...

Finito lo show di Villa Pamphili, proviamo a tirarne le somme. Abbiamo scoperto:

1 - se accendo il fuoco sotto l'acqua, l'acqua diventa calda;

2 - vendere ghiaccio in una zona polare non è conveniente;

3 - più si spara grosso più si fa rumore.

            Mi sembrano tre acquisizioni importanti da tenere a mente. Per il resto: nulla. Finito lo show, restano le cose serie. Forse è il momento di affrontarle.

            In primo luogo è la sanità. L'economia è fondamentale, ma solo se sei vivo e sano, altrimenti non conta nulla. Può essere un problema per chi deve pagare il tuo funerale.

            La questione del MES sta di...

Villa Pamphili apre le sue porte al grande incontro di Conte: gli Stati generali dell’economia. Una riedizione degli Stati generali del 1789 in Francia. Ci saranno tutti, meno l’opposizione. Male, perché gli assenti hanno sempre torto e l’Aventino non porta fortuna.

            Lo show è scontato. L’ultima volta fu con Gheddafi, ospite di Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri di allora, con le fanciullearabe a guardia del corpo del Rais, nella sua tenda piantata in mezzo ai giardini della Villa.  Dopo qualche mese, finì malissimo. Non è un buon auspicio.

            L’evento è importante, fondamentale, perché fino ad ora, dopo quasi un anno di governo,...

       

        Devo confessarlo: ho avuto un fremito d’orgoglio quando ho visto scendere dal Falcon dell’aeronautica militare italiana a Ciampino la nostra Silvia Romano, la giovane cooperante rapita e trattenuta per diciotto mesi nelle mani degli al-Shabab somali.

            Mi sono detto: siamo un grande Paese, avremo mille torti, mille difficoltà, ma quanto a spendere soldi ed energie per salvare un nostro connazionale all’estero, siamo capaci di tutto. Questo è il bello della nostra politica estera: non facciamo guerre, aiutiamo tutti, siamo un Paese protettore (non pensate male se uso questa parola).

            La Soma...

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